mercoledì 18 maggio 2011

Ricordi da....Giocare

Tra noi ragazzini degli anni '70 il Subbuteo era un vero e proprio "must" e ci si organizzava in appassionanti tornei.


Il  Subbuteo era  un gioco da tavolo nel quale veniva riprodotto, in miniatura, il gioco del calcio. 

Nacque in Gran Bretagna nel 1947 da un'idea dell'ornitologo Peter Adolph che riprendeva, però, quella di un gioco già esistente dagli anni trenta, il New Footy, creato da W.L. Keelings.

Come nel gioco del calcio vero e proprio, le squadre erano composte da undici giocatori.

I giocatori erano rappresentati da figurini in plastica che riproducevano le fattezze di giocatori di calcio ed erano appoggiati ad una basetta semisferica appesantita da una piccola zavorra che permetteva - toccandoli con le dita - di spostarli e di calciare una sfera in plastica (rappresentante il pallone di calcio) e inoltre abbassando il baricentro della figurina, di mantenerli in piedi al termine dell'azione.
Il portiere (generalmente riprodotto in posizione di parata) veniva invece manovrato dal giocatore per mezzo di un'apposita asticella.

Le regole erano derivate da quelle del calcio ed il gioco vantava milioni di appassionati di ogni età in ogni parte del mondo.

Originariamente le divise dei calciatorini erano dipinte a mano e molti giocatori le personalizzavano aggiungendo numeri e particolari tipici delle casacche ufficiali.

Il gioco ha avuto grande diffusione anche in Italia soprattutto durante gli anni anni '70 e '80. 

Nel corso degli anni '90 l'azienda produttrice del gioco (la Subbuteo Sports Games Ltd.) fu acquisita dall'azienda statunitense produttrice di giocattoli Hasbro la quale, però, nel 2000 interruppe la produzione del gioco considerandolo non più competitivo nei confronti dei nuovi videogame di argomento calcistico. 

venerdì 6 maggio 2011

Ricordi da....Mangiare

Le Zigulì erano caramelle zuccherate alla frutta create dalla Falqui negli anni sessanta.


Il nome derivava dalla Lada-Vaz Zhiguli, un'automobile russa il cui nome piacque all'inventore delle caramelle, famoso per essere un grande appassionato di auto.

Erano disponibili ai seguenti gusti: albicocca, amarena, arancia, banana, fragola, limone, liquirizia, mandarino, mirtillo, pesca e sono ancora oggi in commercio in farmacia con una gamma di gusti un po’ più ampia.

La Falqui , casa produttrice delle Zigulì, all'epoca lanciò dei concorsi per la ricerca delle rime da usare nelle campagne pubblicitarie e le più famose erano:

Zigulì all'amarena sfidi il toro nell'arena, olè!
Zigulì alla fragola e vivi come in una favola!
Zigulì alla liquirizia e ti cresce la furbizia!
Zigulì al limone e vai in gita col gommone!

Negli anni 70/80 era molto frequente trovare nell'ultima pagina di Topolino, alcune delle pubblicità della caramella.

mercoledì 4 maggio 2011

Ricordi da....Bar

Quante partite!



La microguida era un gioco con il volante e due pedali. 

Il volante si muoveva come un vero volante di auto, invece i pedali alzavano o abbassavano il pannello di gioco.
 
Questo movimento serviva a condurre una pallina di acciaio fino alla meta, facendola passare per vari percorsi dove lungo il tragitto si trovavano delle buche.

 
Si doveva fare molta attenzione e muovere i pedali e il volante con molta cautela per non far cadere dentro le buche la pallina.

 
C’erano anche delle macchinette che erano di ostacolo al percorso, per rendere il gioco più difficile.

 
La buca finale era circondata da altre buche messe come trappole.

 
Il premio del gioco era la pallina stessa o una biglia di vetro.

 
La microguida era uno dei giochi in voga negli stabilimenti balneari. 


Oggi son quasi del tutto introvabili.
 
Peccato.

lunedì 2 maggio 2011

Ricordi da....Cartoni

Atlas Ufo Robot, ha rappresentato l'infanzia di tutti noi.


Il  4 aprile 1978, nell'ambito del contenitore "Buonasera con… Maria Giovanna Elmi", andò in onda sulla Rete 2 un nuovo cartone animato giapponese intitolato "Atlas Ufo Robot".

Il genere e la provenienza del cartone rappresentarono una grossa novità per i telespettatori italiani dell'epoca, abituati alle classiche produzioni americane targate Hanna & Barbera, Walt Disney e Warner Bros.

Per dare un'idea del successo avuto all'epoca basti pensare che il 45 giri prodotto dalla Fonit Cetra con le sigle della prima serie, Ufo Robot , ottenne addirittura il disco d'oro, superando il milione di copie vendute e raggiunse addirittura il quarto posto nella Hit Parade (Giugno 1978).

Goldrake è il nome dell'astronave con cui il principe Duke Fleed, principe del pianeta Fleed, riesce a fuggire dal suo pianeta distrutto dal perfido imperatore Vega.

Dopo anni di peripezie nell'universo sconfinato giunge sulla Terra dove incontra il dottor Procton, capo del Centro di Ricerche Spaziali. 
Anche Goldrake viene nascosto all'interno dell'Istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.

Lo scienziato, dopo avergli dato il nome di Actarus, decide di proteggerlo e gli trova un lavoro presso una azienda agricola, alle dipendenze di Rigel.

Un brutto giorno l'imperatore di Vega decide di conquistare il pianeta Terra.

Actarus, memore della protezione offerta dal dottor Procton ed estremamente riconoscente nei suoi confronti e nei confronti dell'umanità in genere, decide di uscire allo scoperto e di combattere i mostri di Vega utilizzando la sua astronave Goldrake.

Ad aiutarlo c'è il giovane Alcor  il quale pilota un disco volante di sua progettazione e costruzione.

Le armi a disposizione di Goldrake sono le più fantasiose e potenti: si va dalle lame rotanti ai missili perforanti, dalla pioggia di fuoco ai boomerang elettronici, dall'alabarda spaziale al maglio perforante, dai disintegratori paralleli ai missili digitali. 

Dopo numerosissime battaglie Actarus riesce a sconfiggere l'esercito di Vega, libera la galassia dal suo oppressore e torna trionfante sul suo pianeta di origine a bordo del suo inseparabile e fiammante Goldrake.

Atlas Ufo Robot aveva delle caratteristiche molto particolari per il pubblico televisivo degli anni '70: fra le tante novità era il primo cartone animato proveniente dal lontano Giappone e faceva sfoggio di colori sfavillanti (la Rai aveva iniziato le trasmissioni a colori da poco più di un anno).

Un'altro aspetto significativo relativo alla produzione di questo cartone animato e che appariva in quegli anni un qualcosa di fantascientifico era l'utilizzo del computer.